La Science en Rose – Dialogo tra parola, arte e danza intorno alla questione di genere nella scienza

Immagine Uni Diversi_ridotta

Il progetto

“La Science en Rose” è un’iniziativa che presenta al pubblico il tema delle donne nella scienza, sempre più oggetto di discussioni e di indubbia attualità, affrontandolo sotto diversi aspetti (scientifico, umanistico e sociale), mettendo insieme diverse forme espressive ed artistiche (dalla fotografia alla danza).

Nell’arco di una giornata e mezza verrà data una panoramica generale sulla situazione della questione di genere nella ricerca e in particolare nella scienza, sia grazie all’intervento del personale accademico che da tempo, prima all’interno del Comitato Pari opportunità e poi nel recentemente fondato Osservatorio di genere, studia e si occupa del genere nell’ambiente universitario, sia grazie all’intervento di esperti in neuroscienza, psicologia e sociologia che analizzeranno la situazione del genere nella scienza sotto diversi aspetti.

Parallelamente alla sessione conferenza verrà allestita la mostra “Donne nella ricerca” che mostrerà la vita, la personalità e la ricerca di alcune donne che hanno lasciato e lasciano oggi un segno nel panorama scientifico. Inoltre sarà indetto un concorso fotografico a tema le cui foto migliori verranno esposte parallelamente alla mostra.

L’iniziativa si concluderà con un’esibizione di danza contemporanea studiata da tre coreografe padovane partendo dalla figura di Rosalind Franklin che grazie alla sua personalità e alle sue vicende nel campo della ricerca offre una storia e un’immagine da raccontare anche tramite l’espressività dell’arte della danza.

L’iniziativa realizzata grazie al supporto dell’Università di Padova e del Comune di Padova e  sarà inserita nel format Universi Diversi.

Target

La prima giornata sarà rivolta ad un pubblico principalmente universitario proprio perché focalizzata sulla situazione delle donne nella ricerca accademica.

La seconda giornata prevede diversi momenti, che mirano a coinvolgere un pubblico più ampio: ragazzi della scuola secondaria di secondo grado, laureandi, giovani lavoratori, ricercatori e ricercatrici sia in ambito umanistico che in ambito scientifico, e un pubblico appassionato di forme espressive contemporanee quale può essere la danza.

Periodo di svolgimento

29 maggio 2014: Auditorium Centro Culturale Altinate/San Gaetano
30 maggio 2014: Centro culturale Altinate/San Gaetano ore 08:00-24:00

Tematiche affrontate

Panoramica del genere nella ricerca in Italia e all’Università di Padova: stato dell’arte e progetti

Dalla metà del secolo scorso, l’Occidente ha conosciuto uno sviluppo sostanziale, sul piano normativo, di pronunciamenti a favore di un riequilibrio in termini di potenzialità di uomini e donne in vari ambiti e settori. Organismi internazionali, nazionali e locali hanno fatto proprie tali normative e hanno contribuito a promuovere, diffondere, esigere culture di parità. Eppure come si evince dai saggi del recente volume “Genere e cambiamenti”, a cura di Silvana Badaloni (Padova University Press Ed. 2013), vicepresidente dell’associazione italiana Donne e Scienza, e Alberta Contarello, la situazione non è così eccellente. Il motivo non è una lentezza procedurale, ma soprattutto un’incompleta implementazione delle norme procedurali stesse.

Basta pensare che, secondo indagini aggiornate all’a. a. 2009/2010, in Italia fino alla figura dei dottori di ricerca, la presenza del genere femminile supera quella del genere maschile (53,2% contro 46,8%), mentre si ha un’inversione di percentuali tra genere maschile e femminile dalla professione di ricercatore a quella di professore ordinario che raggiungono i valori di 80,9% e 19,1% per il genere maschile e quello femminile rispettivamente (tipico “andamento a forbice”). A Padova la situazione è molto simile a quella italiana, che a sua volta rispecchia in parte quella europea.

I meccanismi, le dinamiche e i contorni socio-culturali che intrecciandosi contribuiscono a completare il puzzle della questione del genere nella ricerca oggi necessitano di essere analizzati e affrontati con chiarezza al fine di comprenderne ogni singolo pezzo.

Genere e ricerca: questione di geni?

E’ noto che le donne sconterebbero tuttora una vera e propria “segregazione sessuale” in diversi ambiti professionali, non ultimi la magistratura, la politica e anche l’accademia.

Ma quanto “pesano” geni e ambiente nella differenziazione dei sessi e nell’identità di genere all’interno del contesto scientifico?

Le differenza di volume fra cervello maschile e cervello femminile a vantaggio dei primi – afferma Raffaella Rumiati – è stata in passato usata contro le donne per sostenere l’esistenza di una differenza di intelligenza […]”. Ma se differenze significative sino a qualche tempo fa si osservavano nel contesto della matematica e delle discipline scientifiche in generale, con peggiori prestazioni delle donne rispetto a quelle degli uomini, “una differenza di origine biologica è improbabile, visto che negli ultimi 50 anni il divario matematico fra i sessi si è ridotto notevolmente: è probabile invece vi sia stato in passato un allontanamento di fatto – volontario o meno – delle donne dalle discipline scientifiche che le ha portate a essere meno profittevoli rispetto ai maschi”. Infatti, per quanto riguarda il contesto specifico della ricerca scientifica, le donne avrebbero avuto “opportunità limitate di apprendimento, che le facevano apparire meno predisposte rispetto ai maschi per materie quali la matematica e la fisica, portando a una diversificazione sclerotizzata dei successivi percorsi di carriera”.

Ecco che fattori storici, culturali, biologia e neuroscienza possono incontrarsi per tessere la complessa tela del genere nella ricerca.

Pièce contemporaneo

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La coreografia è uno studio sulla figura di Rosalind Franklin (1920-1958). Chimica e fisica britannica, Rosalind Franklin diede un contributo rilevante alla biologia molecolare, fornendo le prove sperimentali della struttura del DNA. La performance è anche una riflessione sulla forte e sincera passione di una donna per la scienza e la ricerca, attraverso i diversi stati d’animo della scienziata nei momenti del suo assiduo lavoro. Così nella pièce si intrecciano determinazione, entusiasmo, intuizioni ma anche dubbi, senso di solitudine e sconfitta. E’ così che, grazie agli sguardi e ai movimenti delle interpreti, nasce una composizione coreografica che esalta la capacità lirica del corpo e della danza.

Programma

Il programma è temporaneo e può subire modifiche, ma comprende tutti gli appuntamenti dell’iniziativa e gli orari proposti tengono conto della tipologia di appuntamento in questione e del pubblico a cui si fa riferimento.

29 maggio 2014: serata di apertura Auditorium Centro Culturale Altinate/San Gaetano
Il genere nella ricerca in Italia e nel nostro Ateneo: dati e progetti
Inaugurazione della mostra

30 maggio 2014: Auditorium Centro Culturale Altinate/San Gaetano
08:30-13:00 – apertura mostra con 4 turni massimo da mezz’ora di visita guidata per le scuole superiori
La mostra vedrà esposte, oltre ai pannelli, le foto ricevute per il concorso fotografico.
13:00-14:30 – pausa pranzo
14:30-16:00 – apertura mostra con 3 turni massimo di visita guidata per le scuole superiori
16:15-16:45 – premiazione concorso fotografico “donne e ricerca”
Giuria: 2 relatori, un’organizzatrice dell’evento, un fotografo, una danzatrice
17:00-19:00 – convegno “Genere e scienza: questione di geni?”
21:00-22:00 – spettacolo di danza contemporanea
22:15 – conclusioni

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